La birra

Stile birrario

Ma cosa intendiamo per stile birrario?  “Stile” è il termine usato per differenziare le birre secondo varie caratteristiche: colore, gusto, gradazione alcolica, ingredienti, metodo di produzione, ricetta, storia, origini.

Ogni stile deve essere inserito in un contesto storico, in quanto il gusto cambia, mutano le tecnologie di produzione e neanche i cereali, i luppoli e i lieviti rimangono gli stessi. Per questo, inevitabilmente, gli stili

evolvono. Ciò premesso, il primo criterio di classificazione - il più utilizzato - fa riferimento alla fermentazione, data dal tipo di lievito e dalla temperatura del processo produttivo.

Si parla dunque di: birre a bassa fermentazione; birre ad alta fermentazione; birre a fermentazione spontanea.


Lager

Birra di bassa gradazione alcolica, tendenzialmente chiara, è lo stile più diffuso al mondo. In tedesco, il termine Lager significa “deposito” o “magazzino”, Lagerkeller “cantina di deposito”.

Fu Anton Dreher, nella prima metà dell’Ottocento, a migliorare la birra viennese grazie a una lunga maturazione. Da allora il termine “Lager” rappresenta una famiglia di stili che comprende, fra gli altri, Pilsner, Hell, Dortmunder, Vienna e Monaco.

Pils/Pilsner

Originaria di Pilsen, nella Boemia occidentale, è una birra che con le sue varianti ha avuto una diffusione molto importante a livello mondiale.

Prodotta con acqua oligominerale, di colore chiaro, quasi oro pallido, è più amara della Lager, ha un intenso aroma di luppolo ed è molto frizzante.

Per produrla vengono in genere utilizzati luppoli continentali e tedeschi, e dovrebbe avere un livello di IBU (International Bitterness Unit, l’unità di misura dell’amarezza) sempre superiore a 33 (una birra, quindi, a medio amaro).

Monaco

Da Monaco di Baviera, ambrata abbastanza scura e pastosa, ha un carattere maltato.

Lo stile Monaco è stato codificato come uno dei primi stili di birra a bassa fermentazione.

Alla fine dell’Ottocento rappresentava la quasi totalità della produzione di Monaco, oggi non arriva al 10% del mercato

Bock

Chiara o ambrata, è una birra corposa, originaria della città di Einbeck, nella bassa Sassonia.
Da qui lo stile si è propagato dando vita a più varianti, tra cui la Maibock, prodotta per le feste primaverili, e la Dopplebock, nata nel nord della Germania e connotata da un elevato tenore alcolico.

Questa caratteristica rendeva, di fatto, le Bock un alimento (per questo il soprannome di “pane liquido”), particolarmente indicato per chi per motivi religiosi (come i seguaci di San Francesco da Paola) non poteva ingerire cibi solidi in certi periodi dell’anno, tra cui la quaresima.




Ale

Ѐ il nome della famiglia che identifica tutte le birre ad alta fermentazione.

Espressione tipica delle birre britanniche, prodotte con malto d’orzo e cereali non maltati, prevalentemente mais.
Sono birre la cui gradazione alcolica va da pochi gradi saccarometrici fino a 15 e più (gradazione alcolica tra i 2 e i 6/7 gradi).

Fanno parte della famiglia una varietà di birre, tra cui Bitter Ale, Pale Ale, Scotch Ale, Strong Ale.

Altbier

È l’equivalente tedesco della Ale.

È una qualità di birra ambrata, originaria della regione di Düsseldorf, per la quale si utilizzano una grande quantità di luppolo e uno specifico malto.

Pur essendo prodotta con il metodo dell’alta fermentazione, è maturata a freddo.

Abbazia

Con il termine “birra d’Abbazia” si indica una tipologia ampia (non è uno stile birrario) che in origine indicava le birre prodotte nei monasteri belgi e olandesi.

Oggi, in molti casi, il collegamento con le abbazie non c’è più e la maggior parte di queste birre è prodotta dietro concessione di licenze, rilasciate dalle abbazie stesse, che prevedono lo sfruttamento del solo marchio o, in alcuni casi, la produzione nel rispetto delle antiche ricette.

Sono tutte birre forti, corpose e decisamente alcoliche. Ne esistono di diverse qualità e caratteristiche.

Bière Blanche o Witbìer

Birra belga di colore molto chiaro, pergamena o paglierino, in origine prodotta con orzo (45%), frumento non maltato (45%) e avena (10%), oggi è realizzata solo con malto d’orzo e frumento.

Nella fase di aromatizzazione viene speziata - come da tradizione - al coriandolo e al Curaçao (bucce d’arancia amara).
Di sapore fresco e piacevolmente acidulo, la Bière Blanche presenta un aroma fruttato e floreale con caratteristiche note di coriandolo e chiodi di garofano

Kölsch

Originaria di Colonia, dal tipico colore dorato, in Germania è considerata una birra che stimola l’appetito e favorisce la digestione, per questo è bevuta come aperitivo.

Ha un processo produttivo simile alle Weiss (descritto subito dopo), ma con maturazione a freddo e filtrazione.
Di colore oro molto pallido, è leggermente amara e caratterizzata da note fruttate.

Weissbier

Birra tedesca, prodotta con almeno il 50% di malto di frumento e piacevolmente acidula.

Le originarie sono rifermentate in bottiglia, dunque molto ricche di anidride carbonica, e presentano un sottile strato di lievito sul fondo; la loro mescita richiede una particolare ritualità.

La famiglia di Weissbier comprende numerosi tipi, con gradazione alcolica variabile e note aromatiche fruttate che ricordano la banana, a volte gli agrumi e i chiodi di garofano

Saison

Birra belga, tipica della Vallonia, originariamente prodotta in inverno per essere consumata d’estate, tendenzialmente chiara, ha un colore che va dal dorato all’ambrato.

Al naso caratterizzata da sentori fruttati e speziati, al palato è di medio corpo e forza alcolica, con una buona bevibilità.

Stout

Erede delle Porter, la birra più consumata in Irlanda da coloro che svolgevano lavori pesanti, ha le stesse materie prime delle Ale ma una colorazione più intensa, quasi nera.

Birra nazionale irlandese, molto amara, scurissima e con schiuma cremosa e consistente, presenta aromi che ricordano il tostato e il caffè, cacao e liquirizia.

Trappista

In realtà, non è corretto classificarla come uno stile, perché si tratta di un disciplinare.

Ciò premesso, sono tre i requisiti che una birreria deve avere per potersi fregiare del titolo di birra Trappista: la birra deve essere prodotta all’interno delle mura di un’abbazia trappista, da parte di monaci trappisti o sotto il loro diretto controllo; la produzione, la scelta dei processi produttivi e l’orientamento commerciale devono dipendere dalla comunità monastica; i ricavi della produzione di birra devono essere diretti al sostentamento dei monaci e alla beneficenza ma non al profitto.

Lambic

Il Lambic è la più antica birra a fermentazione spontanea ancora prodotta. È realizzato con almeno 30% di frumento e malto d’orzo, utilizzando luppolo molto invecchiato che conserva solo la funzione antisettica. Dopo una lunga bollitura, il mosto viene raffreddato in vasche aperte, dove entra in contatto con i microrganismi naturali dell’ambiente.
La fermentazione avviene lentamente in botti di legno già usate per vini o distillati e coinvolge diversi lieviti e batteri. Prodotto solo nei mesi freddi, il Lambic matura fino a 2–3 anni, non è rifermentato ed è quindi privo di gas. Il colore varia dal paglierino al dorato intenso; i profumi passano da note più fresche nelle versioni giovani a sentori rustici nelle più vecchie. Il gusto è caratterizzato da una acidità marcata ma equilibrata.

Geuze

Viene prodotta miscelando Lambic invecchiati con altri Lambic più giovani, che abbiano ancora zuccheri residui per permettere che il tutto rifermenti in bottiglia.

A differenza del Lambic, la Geuze è molto effervescente, con un’abbondante schiuma pannosa; l’anidride carbonica influenza sia la percezione aromatica sia quella gustativa nonché le sensazioni tattili.

Lambic alla frutta

Si tratta di Lambic giovani aromatizzati alla frutta, principalmente alla ciliegia (kriek) o ai lamponi (framboise).

La presenza di frutta non li rende dolci: il vero Lambic rimane secco e acidulo, la frutta ne aumenta l’aromaticità e ne trasforma il colore.

Questa viene addizionata a Lambic di un anno, o a un mix di birra giovane e vecchia, in modo che i microrganismi ancora presenti svolgano la fermentazione, consumandone gli zuccheri e la polpa